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Milano

Assistenza Domiciliare: ausili, servizi, uffici ASL (ATS/ASST), ADI e SAD

Assistenza domiciliare: richiesta ausili, uffici ASL e servizi comunali

Una serie di informazioni utili sulle procedure di attivazione per la richiesta di ausili (oltre all'assistenza a domicilio), gli uffici ASL (ATS/ASST) competenti, i servizi regionali e comunali, 112, il nuovo Numero Unico di Emergenza (NUE) per l'Italia.


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Attivazione e richiesta di ausili e simili

Chi è già in possesso del tesserino rilasciato dall'ASL (ATS/ASST) che ne attesta l'invalidità superiore al 34% può richiedere ausili che rientrano nella protesica maggiore: la carrozzina, il girello, le stampelle, il tripode, il cuscino antidecubito, il letto ortopedico, il montascale mobile, scarpe, busti, protesi acustiche (non quelle dentali), ausili per ipovedenti (per es. stampante braille, video ingranditore), etc.

Così anche al riguardo della protesica minore: pannoloni, mutande assorbenti, traverse, forniture per il diabete, forniture per le stomie, etc.

Consultare il proprio medico che predispone la richiesta della visita specialistica.

La prescrizione medica deve essere redatta da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale dipendente o convenzionato. Il medico deve essere competente per la tipologia di menomazione o disabilità per cui si prescrive il prodotto.

Per avere gli ausili, dopo aver eseguito la visita specialistica sia nel caso di ausili maggiori che minori, la richiesta va fatta presso l’Ufficio Ausili e Protesica del Distretto socio sanitario con allegato il certificato medico attestante la patologia e la documentazione specialistica.


Uffici ASL (ATS/ASST)

All'interno dei vari distretti ASL (ATS/ASST) ci sono gli uffici a cui rivolgersi per avere:

- Ausili Protesi
- Ufficio Fragilità (racchiude tutte le esigenze di carattere infermieristico, assistenziale ed anche la richiesta di eseguire esami del sangue al domicilio, cicli di albumina, etc.)
- Presidi per diabetici (siringhe e aghi per insulina, lancette pungi dito, strisce reattive glicemia ecc.)
- Richiesta di invalidità

Questo è solo un breve elenco della carta dei servizi ASL (ATS/ASST) dei vari distretti di appartenenza, da tenere conto che ogni Provincia applica quella indetta dalla propria Regione / Comune.


Ricetta Rossa e suo impiego

La ricetta rossa emessa dal "medico di base" del servizio sanitario nazionale serve a prescrivere esami oppure visite specialistiche. Questa ricetta ha la durata di un anno, mentre la ricetta per la prescrizione di farmaci ha una durata di 30 giorni.

La ricetta rossa può essere prescritta anche dai pediatri di libera scelta, dai medici di continuità assistenziale, quelli in ospedale o in strutture sanitarie private, così come i medici specialisti ambulatoriali. Il paziente dopo la prescrizione dello stesso, è libero di acquistarlo in tutto il territorio regionale di competenza presso qualsiasi farmacia; inoltre è possibile comprare i farmaci in farmacie che si trovano in zone di confine regionale. In questo caso devono essere inserite in un determinato elenco, il quale è stato concordato anticipatamente tra le regioni di competenza e le ASL ATS/ASST, certificato da un protocollo d'intesa.

La particolarità dei termini è applicato a sostanze stupefacenti e psicotrope per la cura di determinate patologie. A seconda della sostanza, Il termine per queste ultime è da 10 a 30 giorni sia su territorio nazionale che regionale.


I "Farmaci Mutuabili" non sono a pagamento.

Per questo tipo di farmaci si paga solo il ticket esibendo la "ricetta rossa" prescritta dal proprio medico di famiglia, recandosi poi in farmacia per il ritiro, muniti della propria tessera sanitaria. Gli stessi appartengongo alla cosiddetta Fascia A e sono totalmente a carico del Sevizio Sanitario Nazionale.

Farmaci di Fascia A

Si intendono come farmaci di Fascia A quelli impiegati per patologie gravi, croniche o acute. In questa fascia sono inseriti alcuni tipi di antibiotici per malattie croniche e i farmaci usati nel trattamento di malattie cardiovascolari.

Farmaci Mutuabili

L'Agenzia Italiana del Farmaco, rilascia periodicamente delle tabelle Aifa consultabili che permettono di sapere se un dato farmaco appartiene alla Fascia A ed è mutuabile. Rivolgendosi al proprio farmacista di fiducia si può sapere se un dato farmaco è mutuabile o meno. Per chi vuole, le tabelle sono consultabili al sito: www.agenziafarmaco.gov.it

Il Sistema Sanitario Italiano, al suo interno ha diviso in diverse categorie, o "fasce", i farmaci, così come definite dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del farmaco.

In base al ticket sanitario, i farmaci vengono suddivisi con un loro criterio. L'utente, ad esempio, per alcuni di questi farmaci non è tenuto a pagare il ticket, per altri l'intero costo deve essere corrisposto.

A e C sono le fasce in cui sono suddivisi i farmaci e si differenziano in quanto ai farmaci di fascia A lo Stato copre il costo totalmente o in parte. In genere si tratta di medicinali usati per curare patologie molto gravi o croniche.

I farmaci di fascia C, invece, sono quei medicinali considerati non essenziali. Per lo più si tratta di antinfiammatori, antidolorifici, antidepressivi e anoressanti. A questi farmaci, definiti di automedicazione, il costo può essere ridotto solo se si decide di acquistare il farmaco generico, relativo al principio attivo, anzichè il farmaco di marca.


Servizi Comunali

Inoltre si segnala che alcuni Comuni hanno attivato la possibilità di avere a pranzo un pasto caldo al domicilio dal lunedì al sabato esclusi i giorni festivi anche infrasettimanali. Il pranzo tiene conto di eventuali necessità di dieta.

Il servizio è rivolto principalmente agli anziani del Comune e anche a persone disabili e cittadini che temporaneamente necessitano di tale servizio.

La richiesta deve essere presentata al Segretariato Sociale dell’Ufficio anziani e disabili.

Il costo del servizio dipende dal Regolamento Comunale e dal reddito risultante dalla certificazione I.S.E.E.


Trasporto da casa per visite specialistiche o esami medici

Alcuni Comuni hanno attivo il servizio che dà la possibilità di avere l'aiuto di personale esperto di associazioni di volontariato che si occupano del trasporto da casa ai vari enti ospedalieri e accompagnano il malato ed il proprio familiare a visite o esami medici con mezzi atti alle esigenze di chi con la propria auto o mezzo di trasporto non riesca ad esaudire tale spostamento.


112: Numero Unico di Emergenza

Sia in Italia che nel resto dell'Europa è stato istituito il "Numero Unico di Emergenza 112 (NUE)".

Un breve elenco di come è stata applicata la norma dell'utilizzo di tale numero.
In Italia il numero è attivo come NUE (numero unico emergenza) in alcune regioni e province; nelle altre zone è numero di emergenza dei Carabinieri. Il numero, prendendo per esempio l'Italia, sostituirà l'attuale 112 (Carabinieri), il 113 (Polizia di Stato), il 115 (Vigili del Fuoco) e il 118 (Soccorso sanitario).

Il numero unico di emergenza 112 è il numero di telefono per contattare i servizi di emergenza nell'Unione europea, attivo (almeno parzialmente) in tutti gli stati europei.

Il modello europeo riguardante il 112 già attivo ed in uso in varie province d'Italia ha preso come esempio il numero unico d'emergenza vigente negli Stati Uniti d'America, il 911.

(Il 20 gennaio 2016 il consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo per l'introduzione in Italia del numero unico per le emergenze "112").


Servizi ADI e SAD

Regione Lombardia così come altre regioni d'Italia per migliorare l'assistenza domiciliare ha da tempo inserito nella Carta dei Servizi l'ADI e la SAD con le specifiche differenti di come funzionano e come vanno richieste.

Ad ogni richiesta e distinta, caso per caso, i servizi ADI e SAD sono erogati sempre e solo a orari e giorni stabiliti, quindi, non un'assistenza continuativa nell'arco della giornata.

Il personale dedicato si recherà al domicilio della persona non autosufficiente per svolgere la propria prestazione definita.

Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

L'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), disposta su tutto il territorio nazionale, è di impronta prettamente sanitaria e di competenza delle ASL (ATS/ASST).

La componente di assistenza sanitaria garantita dall'ASL (ATS/ASST) nell'Adi è gratuita per il paziente.

ADI comprende: un programma di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi (fisioterapia).

Per accedere al servizio ADI bisogna rivolgersi all'ufficio fragilità dell'ASL (ATS/ASST) del prorio distretto socio sanitario, (di norma è previsto un coordinatore infermieristico e un medico responsabile per ogni Distretto sanitario). Ove possibile il Distretto sanitario collabora con i servizi sociali Comunali.

Interventi socio-assistenziali (SAD)

Gli interventi socio-assistenziali (SAD), sono di competenza dei Comuni.

I servizi a carattere socio-assistenziale, invece, prevedono una compartecipazione ai costi da parte dell'utente ed eventualmente dei familiari. Tale compartecipazione è regolata su base comunale e regionale in relazione ai parametri Isee.

SAD comprende: l'aiuto per l’igiene personale, le pulizie di casa, preparazione dei pasti, accompagnamento ed espletamento di piccole attività.

La SAD viene gestita direttamente dai servizi sociali comunali e solitamente un assistente sociale, un funzionario o dirigente di ruolo amministrativo è responsabile per il coordinamento generale.

ADI e SAD

Sia ADI che SAD (assistenza domiciliare) sono definiti dal Piano Individuale anche per quanto riguarda la durata, sia essa permanente o per un periodo limitato, a seconda degli specifici bisogni dell'assistito, e per eventuali rivalutazioni delle condizioni del paziente.

Per specifiche di riferimento chiedere al prorio medico di base le modalità di attivazione dei servizi.


Cure palliative a domicilio

Per l'attivazione delle cure palliative e terapia del dolore al domicilio va fatta richiesta al prorio medico di base o allo specialista che ha in cura il malato, che guiderà i passaggi per attivare il servizio valutando i criteri per entrare nel percorso delle cure palliative e che darà tutte le informazioni utili ed i passaggi da eseguire per attivare tale servizio.
Hanno diritto alle cure palliative i malati di ogni età colpiti da qualunque malattia inguaribile in fase avanzata (non solo il cancro).

A chi è rivolto il servizio

Il servizio delle cure palliative a domicilio e terapia del dolore è rivolto ai malati:

- oncologici in fase avanzata
- che desiderano essere curati a domicilio
- che necessitano di un controllo dei sintomi caratteristici della malattia
- che non sono più in grado di accedere ai servizi ambulatoriali ospedalieri


Cosa prevede il servizio

Il servizio prevede:

la presa in carico del paziente da parte di professionisti e volontari (quando richiesti) esperti in cure palliative
- la fornitura di farmaci o direttamente da parte dell'ospedale o tramite prescrizione su ricettario regionale
- la possibilità di effettuare esami del sangue a domicilio
- la fornitura gratuita diretta o tramite organizzazioni non profit di alcuni presidi come pompe infusionali, materassi antidecubito, carrozzine, comode e letti articolati


Per poter essere eseguita l'ospedalizzazione domiciliare e permettere la presa in carico del paziente/malato si richiede la presenza di almeno una persona presso il domicilio, non necessariamente un parente ma che sia presente 24 ore su 24 e che presti un' assistenza continutiva e che possa essere un riferimento stabile e affidabile per gli operatori dell'èquipe.

Come si attiva l'assistenza

L'attivazione dell'ospedalizzazione domiciliare viene formulata previo colloquio tra un familiare del paziente e gli operatori del Servizio di ospedalizzazione domiciliare di riferimento, prendendo in considerazione tutta la storia clinica del paziente ed i documenti necessari per l'attivazione dell'assistenza.
(Qualora non esistano i requisiti per attivare il Servizio si valutano le possibili alternative ad esempio come gli Hospice, struttura residenziale dedicata al ricovero e alla degenza dei malati, anche solo per un ricovero temporaneo e di sollievo per i familiari).

Dopo aver valutato tutti i bisogni e le cure da adottare, viene impiegata un'èquipe multidisciplinare di:

- un coordinatore medico
- un coordinatore infermieristico
- tre medici esperti in cure palliative
- tre infermieri professionali esperti in cure palliative
- uno psicologo


La cadenza delle visite mediche e infermieristiche si basa sull'intensità assistenziale del paziente (di media 1 visita medica e 3 visite infermieristiche alla settimana).

Ad ogni visita presso il domicilio viene lasciata traccia delle condizioni del malato previo un diario clinico che attesta le condizionii del medesimo e aggiornato di volta in volta.

Il servizio è attivo 24 ore su 24 tutti i giorni all'anno festivi compresi ed è gratuito


Ricovero di sollievo

Il ricovero di sollievo è una soluzione temporanea destinata ad "anziani non autosufficienti" che vengono assistiti in famiglia. Solitamente sono i "parenti" che si fanno carico, indirettamente o direttamente, dell'assistenza, e sono in cerca di un aiuto per motivi particolari.
Questo servizio viene richiesto anche per anziani in situazione di bisogno socio-sanitario e di emergenza. Infine il ricovero di sollievo è previsto per gli anziani che sono stati dimessi dall'ospedale, ma non hanno ancora la possibilità di essere assistiti a domicilio e hanno la necessità di trascorrere un periodo di riabilitazione e convalescenza.

Ricovero di sollievo: costi

Solitamente è prevista una retta ridotta che viene "pagata" dall'anziano o dalla "famiglia", mentre il resto della quota viene versata dal Fondo regionale per la non autosufficienza.
Il ricovero temporaneo post-dimissione a volte può essere totalmente a carico del Fondo regionale per un massimo di 30 giorni nel caso in cui l'Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) dia il suo benestare. Gli specifici costi, come sempre, variano a seconda della struttura.

I benefici del ricovero di sollievo

Il ricovero di sollievo hanno lo scopo di assicurare per un breve periodo di tempo prestazioni sanitarie e assistenziali di elevata intensità ad anziani non autosufficienti a seconda delle esigenze.
Nonostante siano limitati, questi periodi all'interno delle strutture specializzate per la terza età permettono di favorire il recupero del paziente dopo il ricovero, vigilare sulla sua salute e svolgere attività di riabilitazione.

Le finalità dei ricoveri di sollievo

- Assicurano un'ottima assistenza personale in caso di emergenza quando si configura la mancanza dell'aiuto dei familiari per un lungo o breve periodo di tempo.
- Rappresentano un sostegno per le persone che si occupano degli anziani non autosufficienti perché sono programmabili a seconda delle esigenze della famiglia e del paziente stesso, dando respiro al parente o familiare che si occupa dello stesso e che, a sua volta, necessita di sollievo e ripristino di energie.
- Spesso il ricovero di sollievo viene consigliato agli anziani dopo le dimissioni dall'ospedale quando l'assistenza a domicilio non è garantita immediatamente, ma il paziente necessita di riabilitazione e convalescenza. In questo caso la permanenza della persona all'interno della struttura consente di non lasciare l'anziano solo e di garantirgli il migliore sostegno sino a quando non potrà curarsi direttamente a casa propria.



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